Il senato del Brasile ha ratificato mercoledì 4 marzo l’accordo tra il blocco del Mercosur e l’Unione europea che crea una delle più grandi aree di libero scambio al mondo. Con il voto favorevole della camera alta – arrivato dopo l’approvazione della Camera dei deputati la settimana precedente – il Congresso brasiliano ha completato il proprio iter parlamentare, avvicinando ulteriormente l’entrata in vigore dell’intesa commerciale.

La storica intesa, uno dei principali strumenti portati avanti dall’UE per rafforzare i legami economici con l’America Latina e contrastare sia la crescente concorrenza cinese sia le politiche commerciali imprevedibili degli Stati Uniti, è stata firmata a gennaio dopo oltre 25 anni di difficilissime trattative tra le due regioni. L’accordo è già stato ratificato da Argentina e Uruguay, mentre all’appello manca ancora il voto del parlamento del Paraguay, ultimo passaggio necessario sul fronte sudamericano prima della piena operatività del trattato.

La Commissione europea ha annunciato la scorsa settimana che intende procedere con un’applicazione provvisoria del gigantesco accordo, in attesa del pronunciamento della Corte di giustizia dell’Unione europea sulla sua piena compatibilità con i trattati europei. La decisione arriva dopo che il Parlamento europeo ha chiesto ai giudici di Lussemburgo di esprimersi su alcuni aspetti giuridici dell’intesa, un passaggio che potrebbe ritardare la ratifica definitiva ma non necessariamente la sua applicazione temporanea.

La mossa ha fatto infuriare la Francia, che ha guidato il fronte dei Paesi contrari all’accordo e ha tentato senza successo di bloccarlo, soprattutto per le preoccupazioni del settore agricolo. Parigi teme infatti che l’intesa possa indebolire gli agricoltori europei, esposti alla concorrenza di prodotti più economici provenienti dal Brasile e dagli altri Paesi sudamericani. Nonostante queste resistenze, diversi governi europei continuano a sostenere il trattato, considerandolo uno strumento strategico in un contesto globale segnato da crescenti tensioni commerciali.

L’accordo ha ricevuto nuovo impulso anche dall’ampio ricorso a tariffe e minacce commerciali da parte dell’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha spinto molti Paesi a cercare nuove partnership economiche e a diversificare i propri scambi. In questo contesto, Bruxelles vede nell’intesa con il Mercosur un modo per rafforzare la propria posizione nel commercio globale e ridurre le vulnerabilità geopolitiche.

Insieme, l’Unione europea e i Paesi del Mercosur rappresentano circa il 30% del PIL mondiale e un mercato di oltre 700 milioni di consumatori. Il trattato prevede l’eliminazione progressiva dei dazi su oltre il 90% degli scambi commerciali bilaterali, aprendo nuove opportunità per imprese e investimenti da entrambe le parti dell’Atlantico.

L’accordo favorirà in particolare le esportazioni europee di automobili, macchinari, vino e formaggi, facilitando allo stesso tempo l’ingresso nel mercato europeo di carne bovina, pollame, zucchero, riso, miele e soia sudamericani. Secondo Bruxelles, la riduzione delle barriere tariffarie dovrebbe tradursi in miliardi di euro di risparmi per le imprese europee che esportano verso l’America Latina.

Il Brasile, il più grande produttore mondiale di caffè, carne e soia, tra gli altri prodotti alimentari, è stato uno dei principali sostenitori dell’intesa commerciale. “Il mondo oggi è più frammentato, più scettico e più protezionista. Questo rende l’accordo con i nostri partner europei ancora più rilevante e necessario”, ha affermato la senatrice Tereza Cristina durante il dibattito nell’assemblea legislativa brasiliana.

Sul fronte europeo, Spagna e Germania si sono schierate apertamente a favore del patto, ritenuto vantaggioso soprattutto per le esportazioni industriali verso il blocco sudamericano. Tuttavia, l’intesa continua a suscitare forti critiche in diversi Paesi membri. Negli ultimi mesi alcuni agricoltori europei hanno reagito con rabbia, facendo entrare i trattori in città come Parigi, Bruxelles e Varsavia per protestare contro il temuto afflusso di beni agricoli più economici, prodotti – secondo i manifestanti – con standard ambientali e fitosanitari inferiori e con l’uso di pesticidi vietati nell’Unione europea.

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *